Intervista a Edita Pucinskaite - Parte 2


Come promesso siamo tornati a raccontarvi la storia di una leggenda del ciclismo, Edita Pucinskaite che, come ci ha confessato la scorsa volta, era cominciata da una scelta assai complicata..

Ciao, Edita, l'altra volta ci hai parlato del tuo inizio e ci siamo lasciati che eri entrata nell'Istituto Nazionale dello sport. Cosa ė successo in seguito?

Una volta uscita dall'Istituto, ho iniziato a viaggiare e girare il mondo con la nazionale Lituana, dal momento che all'epoca il ciclismo femminile era solo per rappresentative nazionali e non esistevano ancora competizioni a squadre. Così nel 1995 raggiunsi un importante traguardo e vinsi il bronzo ai Mondiali in Colombia.

Finalmente nel 1996 nacquero le prime squadre...

Esatto! Ed è stato proprio questo a portarmi in Italia, dove ho firmato il mio primo contratto da professionista con la H2O Lorena.

Come fu lasciare la Lituania per venire in paese straniero?

Ero contentissima di correre e di avere una squadra, anche se all'inizio non fu facile perché non conoscevo la lingua; ero abituata a grandi cambiamenti nella vita, perché avevo lasciato la mia famiglia a 13 anni e a 18 avevo cominciato a girare il mondo per gareggiare, quindi ce la potevo fare! Inoltre con me, era venuta in Italia anche un'altra ragazza lituana e abbiamo affrontato insieme questa esperienza; ci siamo integrate molto bene e in Italia ho conosciuto quello che in seguito sarebbe diventato mio marito, con cui nel 1998 mi sono trasferita in Toscana.

Il 1998 ė stato un anno magico per te, parlaci del Tour..

Quell'anno mi sentivo bene ed ero molto in forma ma il Tour sembrava già vinto, ancora prima di partire, dalla grande favorita, l'italiana Fabiana Luperini, forse la più grande scalatrice di tutti i tempi. Tutti i giornali ed i media avevano gli occhi puntati su di lei, che aveva già vinto tre Tour consecutivi e quattro Giri d'Italia: Fabiana non solo voleva vincere anche questo Tour, ma voleva tenere la Maglia Gialla dall'inizio alla fine, per tutte le tappe. Però io le scombinai i piani perché vinsi a sorpresa la prima tappa e da allora il Tour divenne un duello serrato tra noi due, in cui ogni tappa era una vera sfida. Fu un Tour molto duro, l'edizione con più montagne ma anche una delle più seguite per via del nostro duello.

Immagino che sia stata dura scontrarsi con una delle cicliste più forti di sempre..

Si, essere al centro dell'attenzione dei media e doverla affrontare ad ogni tappa è stata dura perchè avevo addosso una pressione mai provata prima e la notte faticavo a dormire. Il momento peggiore è stato sicuramente quando Fabiana mi ha staccato sul Mont Ventoux, ero in crisi ma dentro di me trovai forze che non pensavo di avere e quindi reagii. Riuscii a vincere il Tour restando in testa dall'inizio alla fine.

Quando hai capito che avresti potuto vincere?

Alla cronometro, quando lei era davanti e l'ho ripresa, ho capito che potevo batterla; in salita attaccava sempre ma riuscivo a tenerla. Vivevo ogni tappa come fosse l'ultima e nei momenti più difficili della mia carriera ho sempre pensato a quel Tour per farmi forza e reagire.

Dopo la vittoria al Tour, sono seguito molti altri successi per la nostra amica Edita, che noi di Tuscany Ride a Bike torneremo a raccontarvi nelle prossime uscite del Blog.


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